I Sistemi di Gestione Anticorruzione nascono per contrastare il fenomeno corruttivo che rappresenta un importante elemento in grado di causare danni alla competitività e all’economia, alterando la concorrenza, aumentando i costi di interventi, prodotti e servizi a scapito della qualità.
Frode e corruzione sono rischi reali che le organizzazioni si trovano, oggi come ieri, a fronteggiare.
Le ricadute negative della corruzione interessano Istituzioni, imprese e cittadini e vanno arginate non solamente a livello normativo.
Anche le aziende possono fornire il loro contributo nell’implementazione di misure efficaci alla prevenzione, dotandosi di Sistemi di Gestione Anticorruzione conformi allo standard ISO37001.

La norma ISO 37001 è lo standard internazionale sviluppato allo scopo di supportare le imprese nell’adozione di un sistema di gestione volto ad affrontare e prevenire possibili casi di corruzione, promuovere una cultura d’impresa etica nel rispetto della legislazione cogente.
Essa rappresenta un’evoluzione significativa per le organizzazioni che intendono gestire responsabilmente i rischi derivanti dai fenomeni corruttivi, includendo un programma di misure e controlli che costituiscono “good practice” nel campo dell’anti-corruzione.
Nell’ottica del sistema di gestione anticorruzione, il significato di “corruzione” va inteso in senso più ampio rispetto al corrispondente reato previsto dalle legislazioni cogenti, potendo l’organizzazione ricomprendere nel proprio campo di applicazione altre attività disoneste e di malcostume e tutte quelle condotte che, pur formalmente lecite, si pongono come ostacolo rispetto al perseguimento delle finalità d’interesse generale.
La norma è impostata secondo la High Level Structure, la struttura tipica che caratterizza anche altri sistemi di gestione, quali ISO 9001:2015 (qualità), ISO 14001:2015 (ambiente), ISO 45001:2018 (sicurezza).
Lo standard può, quindi, essere applicato in modo indipendente, oppure può essere integrato ad altri sistemi di gestione già in uso all’interno dell’organizzazione, per esempio può far parte del Modello organizzativo adottato in accordo ai sensi del D.Lgs 231, oppure essere integrato ai sistemi qualità, ambiente, sicurezza, ecc..
Certificarsi ISO37001 consente lo sviluppo di una cultura della trasparenza, conformità e integrità, maggior fiducia e trasparenza sul mercato, maggiore competitività e miglioramento dell’immagine, con conseguenti vantaggi economici.
Non si può dichiarare in modo esplicito la rilevanza della certificazione della UNI ISO 37001 ai sensi del D.Lgs. 231/2001, ma si può ritenere che la certificazione possa avere un importante rilievo in ambito penalistico nel caso in cui si verificasse un illecito per l’azienda, garantendo in sede giudiziaria una raccolta di evidenze dell’assenza di responsabilità penale delle persone giuridiche. Attraverso l’adozione di un sistema conforme alla norma ISO 37001, è possibile andare oltre il rispetto dei requisiti minimi legali e adottare un approccio sistemico volto alla prevenzione e al contrasto della corruzione, secondo la metodologia tipica del PDCA orientata al miglioramento continuo.
Sul piano dei rapporti con azionisti e investitori, l’esistenza di un sistema di gestione per la prevenzione della corruzione risponde alle richieste di valutazione interna delle questioni etiche e di integrità.
La certificazione ISO 37001 potrà essere utilizzata a riprova del possesso del requisito di cui all’art. 3, comma 2, del Regolamento attuativo del Rating di Legalità, che richiede l’adozione di modelli organizzativi di prevenzione e contrasto alla corruzione ai fini dell’assegnazione di un “+” utile alla maggiorazione del punteggio (Delibera AGCM del 14 novembre 2012, n. 24075).
Per quanto riguarda il mondo dei contratti con soggetti pubblici, l’impiego della certificazione ISO 37001 può essere un elemento premiale per il rating d’impresa.
Le fasi della consulenza possono così essere riassunte:
- L’analisi del contesto aziendale (interno ed esterno), dei requisiti delle parti interessate e delle normative applicabili;
- la definizione di una politica per la prevenzione della corruzione, procedure e controlli;
- la comunicazione di tale politica e del relativo programma a tutte le parti interessate;
- la leadership, l’impegno e la responsabilità da parte del management;
- la formazione relativa alla prevenzione della corruzione;
- la valutazione dei rischi specifici;
- due diligence su progetti su progetti e partner commerciali;
- reporting, monitoraggio, indagine e riesame dell’Organo di governance;
- la richiesta di sottoscrivere un impegno per la prevenzione della corruzione ai propri associati;
- implementare i controlli finanziari a ridurre i rischi di corruzione;
- sviluppo e implementazione di procedure adeguate;
- azioni correttive e di miglioramento continuo.
